Pagine 168, Euro 12,50 - ISBN 88 8324 098 7
La passione di H. C. Andersen per il teatro e i viaggi fu tale da imporgli grandi sacrifici pur di riuscire a realizzare nell' età matura, il suo sogno di viaggiare per l'Italia in visita nelle città nel Grand Tour. Lo scrittore danese fu in Italia quattro volte dal 1833 al 1861 e predilisse le città italiane che ospitavano teatri e palcoscenici lirici famosi. Andersen fu a Torino, Milano, Genova, Napoli e Roma per assistere a rappresentazioni e spettacoli il cui successo fece epopea nella cultura europea, spingendo la fama del melodramma italiano al di fuori dei teatri della penisola. Questa singolare indole di viaggiatore ha lasciato tracce indelebili nella prosa e nella complessa produzione narrativa del grande scrittore danese. Questo libro riassume, a partire dai "Diari" e da altri testi di ispirazione italiana, il cammino, i punti d'ombra e i momenti di crisi rivelativi della personalità profonda dell' autore. Il teatro, l'Italia e il fascino del Sud che ne avevano attratto la fantasia e i desideri più inconfessabili, sono altrettanti temi di una lacerante e controversa scoperta di sè, che Andersen senza mai arrivare alla pienezza di una flagrante confessione, nelle more dell'esperienza di viaggio, riesce insieme a nascondere e a far trapelare sotto le sembianze dell'erudito disinteressato e dell'uomo del Nord alla ricerca di libertà e di sensazioni esotiche.
M.FM.
Carola Scanavino insegna Lingua e Letteratura danese all'Università di Torino. Su H. C. Andersen ha già scritto il saggio "Tra l'abisso e il cielo. La poetica di H. C. Andersen", con prefazione di Villy Sorensen, pubblicato da Abramo nel 2000. Per iperborea ha tradotto e curato il romanzo "Jens Munk" di T. Hansen e la raccolta di racconti "La vergine fredda" di J. Riei. Collabora con la rivista italiana di studi kierkegaardiani 'Nota bene'.