
A cura di Nicola Badaloni
Traduzione di Orietta Borgia
Pagine 105, Euro 6,72 - ISBN 88 8324 015 4
Ancora inedito anche in Francia, il testo di questa conferenza, che Sartre tenne all'Università di Araraquara, in Brasile, il 4 settembre 1960, coincide con quel momento del pensiero del filosofo, come nota il curatore, Nicola Badaloni, nella sua lucida introduzione, «in cui la sua domanda sull'uomo, sul senso della sua esistenza e sul ventaglio di possibilità dei suoi progetti d'azione si è intrecciata con una rimeditazione critica del pensiero di Marx».
Estremamente incisivo e attuale, questo libro, oltre a dare una «vivace spiegazione di questo punto d'approdo del pensiero di Sartre, in cui esistenzialismo e marxismo cercano di fondersi (o almeno di sostenersi a vicenda), risponde anche a due esplicite domande. La prima è quanta e quale capacità di «presa» abbia l'antropologia di uno studioso occidentale in una società coloniale o semicoloniale; la seconda riguarda la coerenza del percorso del pensiero sartriano, che va dalla sua adesione all'esistenzialismo al tentativo di dare un senso nuovo e vitalità creativa alla dialettica marxiana. Temi di grande interesse che consentono di fare ulteriore luce sulla relazione differenza-totalità e sul significato delle rotture e delle censure nel pensiero del filosofo francese.