
Traduzione di Carla Pezzini Plevano
Pagine 198, Euro 12,40 - ISBN 88 8324 019 7
Nei sei testi inediti in italiano raccolti in questo volume Northrop Frye ci propone, con la sua solita «insaziabile curiosità esplorativa», interrogativi sul ruolo e le responsabilità del critico, i rapporti tra letteratura e arti visive e riflessioni sulle illustrazioni bibliche di William Blake e sul Parsifal di Wagner. Osservazioni e analisi che rimandano ad altri scandagli, a nuove ipotesi di lettura che si assommano ad altre, con argomenti abbandonati e poi ripresi come in una lunga conversazione. Lucidi e spregiudicati, questi testi - conferenze, articoli, prefazioni - ci riportano in quel particolare universo critico di Frye, e uniscono al rigore dell'analisi un tono quasi confidenziale attraverso un suadente e naturale dialogo con il lettore.
Northrop Frye nacque nel 19I2 a Sherbrooke nel Quebec da una famiglia canadese «poco conformista», come lui stesso teneva a sottolineare. Dopo gli studi teologici compiuti all'Università di Toronto, fu ordinato ministro della Chiesa unitaria canadese. Abbandonato l'impegno religioso, studiò letteratura inglese a Oxford e ben presto si dedicò alla carriera universitaria e negli anni Quaranta fu nominato professore al Virginia College di Toronto. La sua personalità di critico si impose nel 1947 con un saggio su William Blake divenuto ormai classico: Agghiacciante simmetria. Tra le sue opere tradotte in italiano, oltre alle celebri "Anatomia della critica" (Einaudi 1969) , "Favole d'identità" e "Studi di mitologia poetica" (Einaudi 1973), ricordiamo: La scrittura secolare (Il Mulino 1978), Tempo che opprime, Tempo che redime (Il Mulino 1986), Il Grande Codice (Einaudi 1986), Mito, metafora e simbolo (Editori Riuniti 1989). È morto nel 1991.