E' una grande invenzione poetica che sostiene il racconto che copre un arco temporale di trentatrè sere: è la luna che guarda, osserva, spia e riflette sulle cose e gli uomini. "Sebbene non osi considerarlo la mia opera migliore" dichiarò Andersen nel 1939 mentre lavorava a questo libro illustrato senza illustrazioni, "oso dire che è una di quelle che più mi interessano". Posteriore di soli quattro anni alla pubblicazione delle prime fiabe, il libro riveste un particolare interesse per comprendere lo stile assolutamente personale di Andersen, la caratteristica tecnica pittorica già palese nei resoconti di viaggio ma portata alle sue estreme conseguenze in questo breve scritto spesso sottovalutato.