
A cura di Carlo Carlino
Traduzione di Sara De Laura e Nicole Portieri
Pagine 105, Euro 6,72 - ISBN 88 8324 016 2
In memoria di Lucrezio, che morì avvelenato per un filtro d'amore, si legge in apertura di Paneros. Ma se il poeta latino potrebbe apparire la guida di questo affascinante e ironico viaggio tra gli afrodisiaci e i preparati che dall'antichità sono stati consigliati per prolungare la virilità e accrescere il piacere, il vero protagonista è il suo autore, Norman Douglas, con la sua filosofia e la sua ironia.
Nato come introduzione a una raccolta di ricette afrodisiache e divenuto un libro a sé, Paneros apparve, Privately printend, in lingua inglese, a Firenze in sole 250 copie nel 1930, nella mitica collana «Lungarno Series» di Pino Orioli, e due anni dopo in «versione commerciale» per il mercato americano. Tradotto per la prima volta in italiano, questo libro ci permette di penetrare nell'intimo del suo autore e di gustare lo spirito e gli umori di uomo che, come scrisse Graham Greene, «amava troppo la vita per sopportare i puritani e i fanatici».
Norman Douglas (1866-1952) nacque da genitori scozzesi in Austria, dove trascorse la sua infanzia. Tra il 1894 e il 1896 lavorò all'ambasciata inglese a Pietroburgo. Instancabile viaggiatore, trascorse la maggior parte della sua vita «pressappoco rispettabile» in Italia, e in particolare a Capri, dove morì. Tra i suoi libri, La Terra delle Sirene (1911), Vento del Sud (1917), Fontane nella sabbia (1912), Vecchia Calabria (19I5) Biglietti da visita (1933).