
Traduzione e cura di Antonella Ghersetti
Pagine 118, Euro 8,27 - ISBN 88 8324 075 8
Sulla schiavitù hanno costruito le loro fortune le più fiorenti civiltà. Le stesse religioni cristiana e islamica, ben lungi da una condanna storica o morale, si sono limitate a offrire il suggerimento di un trattamento "umano" dello schiavo, tale da rendere la sua condizione quanto meno sopportabile. Niente di strano dunque se la schiavitù fosse non soltanto tollerata, ma pienamente riconosciuta e regolamentata anche nel diritto. Un trattato sull'acquisto degli schiavi diveniva allora un utile e pratico riferimento come oggi potrebbe essere una guida all'acquisto di un personal computer o di un'autovettura.
Scritto da Ibn Butlan intorno alla metà dell'XI secolo, il Trattato generale sull'acquisto e l'esame degli schiavi, offre molteplici spunti di interesse. È, intanto, una fondamentale testimonianza sulla schiavitù e sulle pratiche connesse nel mondo islamico medievale. Altre occasioni di riflessione sono poi legate alla storia della medicina, alla filosofia, alla fisiognomica, all'antropologia e allo studio del quotidiano. Innegabile, infine, anche una certa sua attualità, in un mondo dove, ancora oggi, in molti paesi la schiavitù è di fatto esistente e dove il processo di globalizzazione ormai in atto già ne prefigura nuove e più subdole, ma non meno allarmanti, forme.