
Traduzione di Bianca Lazzaro
Pagine 316, Euro 14,47 - ISBN 88 8324 049 9
«Se fossi costretto a passare il resto della vita su un'isola deserta, con la sola compagnia di uno dei miei libri, destino non certo invidiabile, sceglierei Alone. Tra quelle pagine permane la fragranza nostalgica di mille aromi. Esse rievocano una schiera di fantasmi a me cari, ricordi che vanno svanendo, città e villaggi che non rivedrò mai più, voci che non ho speranza di riudire».
Così Norman Douglas ricordava nel suo Late Harvest, queste pagine dedicate al suo peregrinare lungo la nostra penisola, scritte subito dopo la Grande Guerra e apparse poi sulla «Anglo-Italian Review» diretta da Edward Hutton e adesso finalmente presentate per la prima volta in italiano. Il libro è un atto d'amore verso l'Italia e un ritratto vivo, pieno di ironia di una civiltà, il diario personalissimo e ricco di suggestioni di un vagabondaggio tra ciò che appena si intravede, tra lo spirito dei luoghi e la memoria degli uomini, tra le magie del passato e la realtà del presente. Non un semplice baedeker, insomma, ma il resoconto di un'avventura spirituale del Douglas migliore, capace di cogliere l'anima delle cose con il suo impareggiabile occhio attento e disincantato.
Norman Douglas (1866-1952) nacque da genitori scozzesi in Austria, dove trascorse la sua infanzia. Tra il 1894 e il 1896 lavorò all'ambasciata inglese a Pietroburgo. Instancabile viaggiatore, trascorse la maggior parte della sua vita «pressapoco rispettabile» in Italia, e in particolare a Capri, dove morì. Tra i suoi libri, La Terra delle Sirene (1911), Fontane nella sabbia (1912), Vecchia Calabria (1915), Vento del Sud (1917), Biglietti da visita (1933). Nel 1991 questa casa editrice ha pubblicato Paneros. Appunti su afrodisiaci e simili.