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22.09.2008 ¬
Cetificazione SA8000 per Abramo Printing & Logistics
Abramo Printing&Logistics raggiunge un altro traguardo in termini di organizzazione industriale ottenendo, il , la certificazione SA8000. Una importante realtà industriale che in Calabria, ancora per prima, segna percorsi innovativi in termini di tecnologia, organizzazione produttiva ed impegno sociale. La certificazione è stata ottenuta dall’ente SGS Italia. Per ulteriori informazioni sullo standard è possibile contattare l’ufficio del rappresentante della direzione per la SA8000.


Bartleby lo scrivano - Hermann Melville


Prefazione di Giuliano Gramigna
Traduzione di Raffaela Ferrara
Pagine 80, Euro 9,30 - ISBN 88 8324 072 3

Bartleby è l'«incurabile enigma» del racconto mel­villiano, la cui narrazione è affidata ad un pruden­te e meticoloso avvocato che trascorre la sua vita nel proprio ufficio di Walt Street. L'arrivo di Bartleby in quell'ufficio turba l'andamento regolare del lavoro e l'avvocato da  lungo sonno.
Ma vano sarà il risveglio. Nel corso della narrazione, l'avvocato si trasforma da osservatore esterno in diretto partecipante della storia narrata, tanto fare dubitare del ruolo da protagonista di Bartleby, abile espediente nar­rativo atto a delineare la personalità dell’avvocato.
È attraverso la tecnica del contrasto che le due figure principali si chiariscono al lettore: sentimentalista, ma nel contempo materialista, il narratore; sofferente, perchè naturalmente e passivamente sovver­sivo, Bartleby. Mentre dell' uno sappiamo tutto, nulla, se non le pochissime «notizie provenienti dalla fonte originale», ci è noto del­l'altro. «Strano» risulta il comportamento dello scrivano dell'avvocato e del suo complice, il lettore; come «strane» sono le attitudini degli altri copisti dell'ufficio; ma alla singolarità di Bartleby si aggiunge un elemento di cui gli altri sono privi: il mistero insolubile.
Bartleby si autodefinisce «un uomo senza preferenze», ma in realtà opera una scelta drammatica che supera ogni altra: non esistere. I suoi «vuoti» gesti, che evocano l'impossibilità di comunicare, rispec­chiano in realtà la vacuità altrui, che egli dimostra di temere. La sua apparente chiusura, implosione centripeta del proprio essere, sem­bra nascondere l'anelito a una dimensione microcosmica. Per dirla con E.M. Forster: «La grande società rappresenta sempre il nemico, solo la piccola società è vera».
Non a caso Melville sceglie per lui il luogo idoneo alla non-vita: Wall Street, teatro di un diurno andirivieni d'affari e notturna domenicale desolazione. È ad un numero indefinito di questa strada, così abil­mente degradata in orribile deserto, che Bartleby dimora, relegato dietro un paravento, davanti ad una finestra che gli offre spunto per lunghe «reveries»: un muro, da cui non distoglierà mai lo sguardo; ovunque egli si trova avrà sempre il muro ispiratore.





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