
Prefazione di Carlo Carlino
Traduzione di Clara Caruso e Sara De Laura
Pagine XII-212, Euro 12,40 - ISBN 88 8324 039 1
Fra gli oltre trecento volumi che conta l'opera di Alexandre Dumas, vi sono dei titoli che sono stati ingiustamente dimenticati. È il caso di questo "I mille e un fantasma", composto da un racconto-prologo che precede altri sette di un genere un po' particolare per l'autore de "I tre Moschettieri": il fantastico. Tra teste mozzate che parlano, scheletri, spettri e vampiri, la frenesia affabulatoria di Dumas ci conduce in una zona franca dove il presente e il passato, il sogno e la realtà, comunicano attraverso un sapiente gioco narrativo ricco di allusioni e di rimandi. "La morte non uccide la vita", dice uno dei personaggi che il romanziere mette di fronte per evidenziare una sorta di confine allegorico tra la vita e la morte. Un confine che la stessa struttura del libro rende ancora più labile, mentre Dumas, riaffermando la propria concezione della storia, occasione di questi racconti, riscrive gli "orrori" del terrore e gli avvenimenti politici francesi tra il 1830 e il 1848. Pubblicato nel 1849, e adesso per la prima volta in italiano, questo libro ci conferma la vena del prolifico romanziere e ci restituisce un altro aspetto della sua singolare figura.