A cura di Clara Caruso Traduzione di Elisabetta Motta Pagine 95, Euro 6,20 - ISBN 88 8324 047 2
«Vi è nella parola, nel verbo, qualcosa di sacro che ci impedisce di farne un gioco del caso. Maneggiare sapientemente una lingua significa praticare una specie di stregoneria evocatoria... Vi è nello stile di Gautier una giustezza che incanta, che sorprende e che fa pensare a quei miracoli prodotti nel gioco da una profonda scienza matematica». Giudizio quanto mai ponderato quello di Charles Baudelaire che questi racconti fantastici, i meno noti di tutta la produzione dell'autore di Capitan Fracassa, mettono subito in evidenza. Tra figure che fuoriescono da arazzi per concupire adolescenti, piedi di mummia che si ricongiungono dopo millenni al corpo di affascinanti principesse, cavalieri sdoppiati che duellano con la parte «cattiva» di se stessi, diavoli che prendono il posto degli attori chiamati per impersonare il loro ruolo, è un crescendo di invenzioni fantastiche che rivelano una lunga fedeltà a questo genere praticato con rara finezza.