englishenglish
cerca nel sito >
ABRAMOABRAMO
ABRAMOABRAMO
ABRAMOABRAMO

HOMEEMAILPRINT

Un presentimento e altri racconti vittoriani - George Gissing


A cura di Mauro Francesco Minervino
Con un saggio di Virginia Wool
Pagine 280, Euro 18,08 - ISBN 88 8324 061 8

“Sapete che al giorno d’oggi ci sono uomini che per guadagnarsi di che vivere vanno in giro per le strade di Londra tentando di vendere olio di paraffina?”. Storie simili scriveva George Gissing nel 1880, ai suoi esordi di scrittore poco più che ventenne. E questa frase da sola possiede già la forza sufficiente a evocare un paesaggio. Le immagini di un mondo ostile e infreddolito, intriso di nebbie sporche e di fuliggine di carbone, di sobborghi dispersi da cui sale il cigolio di carrozze che sfilano lentamente inghiottite dal grigiore della foschia, il richiamo dolente di prostitute appoggiate stancamente negli angoli di penombra di certe strade popolate di pensionati e affittacamere a buon mercato, dove abitano giovani cameriere troppo confidenti e trasandate. Quella di Gissing fu la voce, una tra le rare nell’imperante conformismo del convenzionalismo vittoriano, che su quel mondo e sul suo tempo seppe “pronunciare parole sincere e precise”: una voce dura e scomoda. “La voce di un uomo che sapeva come dire la verità”, ha scritto di lui Virginia Woolf. I suoi racconti ricordano come pochi altri la lotta per la vita di giovani scrittori oppressi dalla miseria, l’ingiustizia e l’oppressione del denaro, le inconcilianti trasgressioni del sesso e le metamorfosi del sentimento, la solitudine di certe avvilenti sofferenze domestiche, il dramma ordinario di matrimoni sbagliati che consumano i loro sogni e speranze tra le mura anguste delle piccole case di mattoni dove vive la “low class”, tra le stradine secondarie della grande metropoli londinese. Storie di uomini e donne che vivono prigionieri in mondi ostili, che irretiti nel sottomondo metropolitano della grande Londra lottano contro circostanze e disagi che li costringono a logorare le loro qualità migliori in una fatica oscura e irredenta. Sono – come Gissing – soprattutto giovani intellettuali che nella grande metropoli lottano disperatamente contro la miseria che ne avvilisce l’ingegno e li esclude dai piani di vita che, compromessi per errori e leggerezze personali, e impediti per i condizionamenti e le esclusioni determinate dal tempo e dalla società, sarebbero stati loro più congeniali. Ciò spiega il pathos della loro situazione, la complessità dei personaggi gissinghiani, le loro inquietudini morali e gli esiti tragici di vicende che per loro si concludono – dopo inutili lotte contro avversità esorbitanti – quasi sempre con la sconfitta e la morte. Ma i “falliti” di Gissing non sono mai volgari avventurieri. Sono piuttosto “persone”, maschere dolorosamente poliforme dell’uomo dei tempi moderni; sono inoltre – altra faccia autobiografica dei personaggi gissinghiani che si riflette nei protagonisti di racconti e romanzi – uomini complicati interiormente dalla sofferenza amorosa, presi nel vortice di tormentate e irrimediabili vicende sentimentali.
(Mauro F. Minervino)
(Traduzione, saggio introduttivo e note a cura di Mauro F. Minervino. Con un saggio inedito di Virginia Woolf)





© ABRAMO Holding S.p.A.
P.I. 02445990795
C.F. 05330751008