
Testi scelti da Mario Desiati e Mauro F. Minervino
Pagine 147, Euro 15,00 - ISBN 88 8324 103 7
"Guisnes come un camaleonte, sa così bene simulare, chiacchiera a vanvera, splende. Oggi per lui va bene girare su se stesso, è così leggero, crede di vedere nellinvisibile, sa entrare in un corpo e ripetersi all'infinito ... Il mondo è una immensa replica, è un libro in cartisella!"
Antonio Verri alla fine degli anni Ottanta aveva impresso una svolta nella letteratura meridionale. Più noto come editore e operatore culturale, la sua produzione letteraria rimaneva sconosciuta. Autore ostico, per una lingua che usa stilemi e sintassi inediti, per temi fortemente sperimentali, spesso iperletterari. "I trofei della città di Guisnes" non è un romanzo di facile lettura, ma un luogo dove il lettore deve perdersi, lasciarsi trascinare dalla sua lingua sperimentale e vischiosa, un processo simile a quello di Antonio Pizzuto e Stefano d'Arrigo anche se su piano diverso. Verri opera infatti nella letteratura, il protagonista è lo scrittore stesso, un alter ego joyciano chiamato Stefen che guarda con terrore e disincanto un mondo in continua espansione, come se assistesse all'esplosione di una supernova. Al canto c'è un controcanto composto da misteriosi personaggi assimilabili alla figura di lettori/ascoltatori chiamati a loro volta ranocchi. Potrebbero essere quei poeti giovani che hanno letto e assimilato dieci anni dopo la lezione di Verri. Questo romanzo sembra raccontare una particolare forma di isolamento, quella che si avverte nella provincia, tanto più ricca e eterogenea, quanto più soffocante e incantata. E' un romanzo volutamente allusivo e irrisorio, composto da un grammelot infuocato, fatto di una lingua a metà strada tra la prosa e la poesia. Guisnes è una città fantastica dove aleggiano impalpabili i personaggi del microcosmo provinciale di Antonio Verri tutti nascosti dietro una serie di pseudonimi. Mario Desiati
Antonio Verri (Caprarica di Lecce 1949-1993) è stato il fondatore di alcune delle più vivaci riviste letterarie meridionali, tra le quali "Caffè Greco", "Pensionante de Saraceni" e "Quotidiano dei Poeti". Le sue opere restano per la gran parte sostanzialmente inedite. Pubblicate in edizioni autoprodotte e semiclandestine: "Il pane sotto la neve" (1983), "Il fabbricante di Armonia", "La Betissa", "I trofei della città di Guisnes" (1988), "Bucherer, l'orologiaio" (1995). La letteratura di Antonio Verri è considerata una delle più originali del secondo Novecento italiano.
"La letteratura di Antonio Verri è una delle più atipiche del secondo Novecento, la sua lingua a metà strada tra prosa e poesia è inclassificabile, ma dotata di un andamento armonico, ricco di metafore e similitudini ... neologismi, figure fiabesche, un mondo a volte irreale costruito nella cornice di un sogno .. Il padre di una generazione stupenda, ne cattedre, ne premi ... Verri creava ponti, ponti tra la sua generazione e la sua terra e le altre generazioni e il resto d'Europa .. Un uomo importante non solo per quello che ha scritto, ma anche e per tutto quello che ha fatto e lasciato"
MARIO DESIATI "LA REPUBBLICA"
" 'I trofei della città di Guisnes' edito da Abramo, affranca Verri dall'esilio cui altrimenti sarebbe rimasto condannato a causa dell'irreperibilità dei suoi libri"
ROSSANO ASTREMO "VERTIGINE