
Pagine 240 - Prezzo € 15,00
ISBN 88-8324-127-4 - EAN 978 8883241277
Uno legge questo romanzo di Sergio Rotino e capisce quanto siano necessari, addirittura indispensabili, i piccoli tic quotidiani, le piccole manie, le idiosincrasie, per descrivere un personaggio e una storia.
Io che Sergio Rotino lo conosco personalmente riesco a leggerlo in ogni sillaba di ciò che ha scritto, voi che non lo conoscete leggerete semplicemente un personaggio “letterario” ben riuscito. Tutta la storia muove da questa particolare adesione tra chi scrive e chi agisce. Si sente subito che chi parla parla a ragion veduta di qualcosa che conosce sulla propria carne. Il titolo dice tutto e mente su tutto: Un modo per uscirne, per chi è assolutamente dentro, ha in se un apparente desiderio di fuga, che altro non è che un dispositivo per raccontare la passione per il paradosso, ma soprattutto, quel che conta, una pudica impudicizia, se mi si consente il gioco di parole. Rotino è prima un personaggio letterario e poi uno scrittore, è uno che attinge da se stesso a piene mani, dalla sua verità, per costruire una storia di finzione. Tutto procede con una semplicità, direi quasi elementare, che è quanto di più complicato si debba conquistare in letteratura. Perché la semplicità è una chimera che si acchiappa solo a prezzo di un’estrema, complicata, elaborazione. Per dare al lettore la sensazione di leggere cose vere, semplici e dirette bisogna elaborare un piano che prevede mentire, complicare e usare vie traverse. Così Rotino scrive e riscrive e continuamente, ragiona e cambia e sposta e finché non gli viene sottratto, direi strappato il dattiloscritto dalle mani per lui il romanzo non è mai finito. Ma questo accade perché lui, rispettosamente sa, ha imparato che niente, niente, è più difficile in letteratura che la semplicità. Ottenerla, saperla scrivere e farla leggere è un dono che discrimina gli scrittori dagli scriventi. Per questo Rotino che ha molto scritto, ma ha, graziaddio, più letto, sa che nelle storie ha senso quanto di sensato si riesce a concordare col lettore. E che per firmare questo contratto ci vuole onestà e talento, poi ci vuole umiltà e presunzione, tutto insieme.
Quando si legge una storia come quando si incontra una persona nella vita, non si pretende di essere serviti, ma di essere felicemente sorpresi.
(Mauro F. Minervino, Prefazione)
Sergio Rotino vive a Bologna. Lavora in campo editoriale e collabora con Liberazione, Il domani di Bologna, L’informazione, Stilos e altre testate. Ha curato diversi volumi antologici, fra cui RZZZZZ! Scritture Sotterranee (Transeuropa, 1993), 6000 raudi e 2mila paranoie (Transeuropa, 1996); Resistenza60 (Fernandel, 2005); Quello che c’è tra di noi (Manni, 2008). Nel 1988 ha prestato la sua identità al personaggio omonimo di Sergio Rotino contro Rommel e Benito Adolfo Castracani, romanzo breve di Lorenzo Marzaduri edito da Transeuropa/Mondadori.
È stato tra i fondatori del quadrimestrale Versodove, rivista di letteratura e del semestrale Carmilla.
Una storia intensa e un testo forte. Rotino sa dare al lettore la sensazione di leggere cose vere, semplici e dirette, che affrontano però sentimenti primordiali di fronte ai quali restiamo sempre disarmati. Per dire la verità bisogna elaborare un piano che prevede di mentire, complicare e usare vie traverse. Così Rotino scrive e riscrive e continuamente, ragiona e cambia e sposta e finché la sua storia non gli viene sottratta, quasi strappata dal lettore che dolorosamente la farà propria.
Un libro per tutti coloro che amano la nuova letteratura italiana e gli scrittori autentici, fuori dalle mode e dalle facilitazioni del mercato.