englishenglish
cerca nel sito >
ABRAMOABRAMO
ABRAMOABRAMO
ABRAMOABRAMO

HOMEEMAILPRINT

Giufà e il mare - Antonello Antonante

Pagine 64 - Prezzo € 5,00
ISBN 88-8324-121-5 - EAN 978 8883241215

Giufà non è una maschera teatrale ma una figura della narrativa popolare, un personaggio che appartiene alla tradizione orale di molti popoli del mediterraneo. Equivale alla figura di Jugale, ancora oggi molto conosciuta dalle giovani generazioni. In effetti, il nome Jugale per i cosentini è sinonimo di sciocco, stupido. Il Centro RAT, impegnato da sempre nella ricerca e nella rielaborazione di materiali popolari ha inteso con questo spettacolo collocare la Calabria al centro del Mediterraneo, dove geograficamente si trova, anche se, purtroppo, non con un ruolo di reale centralità. Probabilmente lasciatoci in eredità dalle invasioni arabe, è giunto fino a noi attraverso i racconti orali.
Jugale è in effetti patrimonio comune di tutti i popoli che si affacciano sul Mare Nostrum, è un forte punto di incontro tra le religioni (cristiana, musulmana ed ebraica) che, secondo l’etnologo siciliano Pitrè, trae origine da racconti indiani. Quindi un vero “globalizzatore” culturale che si perde nella notte dei tempi. Giufà è un tipico esempio di transumanza narrativa: temi uguali o quasi si ritrovano, spesso identici nei concetti e a volte nei nomi, in paesi assai distanti sempre appartenenti a un’area culturale che affonda le radici in una comune matrice.
Il lavoro di scrittura teatrale ha preso spunto dalle Fiabe Italiane, raccolte e trascritte da Italo Calvino, poi tanti episodi sono invece tratti dai Racconti Popolari Arabi che disegnano questo personaggio molto più furbo, astuto e saggio, capace di ribaltare le vicende spiazzando l’avversario, riuscendo persino a prendersi gioco del potere.
L’allestimento, in effetti, rispetta questi caratteri, utilizza varie tecniche teatrali: teatro di narrazione e d’attore, teatro musicale e teatro di figura, e si rivolge ad un pubblico di tutte le età. è agile, e può essere rappresentato in tutti i contesti: teatri, piazze, festival, rassegne, circuiti teatrali ecc.
La scenografia rappresenta una zattera che, navigando alla deriva, approda in tante terre, spargendo ovunque le sue storie eroicomiche.
Dalla data del suo debutto sono passati otto anni, dopo la prima stagione sembrava uno spettacolo destinato ad un circuito minore, ma poi attraverso il passaparola tra organizzatori, direttori artistici, arrivavano le richieste, in alcuni teatri si è tornati due volte, in alcuni festival, semplici spettatori si facevano portavoce presso assessori per consigliare una replica. Dopo la partecipazione al festival di Vimercate vicino Milano, questo spettacolo ha realizzato una tournèe di oltre 50 repliche tutte al nord. Ed il pubblico del nord sembra gradire particolarmente queste storie antiche, questa arte affabulatoria.
Il primo verso del libro di Antonio Chiappetta recita: Musa cumpagna mia se ti la vienti, vieni a parrare de n’omu fatatu; lu numi sua l’hau purtatu li vienti ad ogne terra e paise abitatu... dunque una delle caratteristiche del personaggio del Jugale cosentino è la fortuna, crediamo che abbia funzionato anche in questo caso…

Antonello Antonante, regista e autore teatrale, ha iniziato la sua esperienza artistica con il Circo Togni e ha lavorato come clown con Otello Sarzi Madidini. Nel 1976 è tra i fondatori del Centro R.A.T. di Cosenza (poi Stabile di Innovazione della Calabria) di cui è stato direttore artistico per trent’anni. Ha curato la scrittura e la regia di numerosi spettacoli, muovendosi tra la ricerca su materiali della tradizione popolare e il teatro di sperimentazione, tra i suoi lavori più importanti “Aiace” di Ghiannis Ritsos, e il dittico di studi sui poeti calabresi: “Non seppellitemi vivo” su Lorenzo Calogero e “Una Rosa ancora Rossa” su Franco Costabile. Con “Giufà e il mare” coniuga le esperienze di teatro popolare e il lavoro sulla scrittura di scena, il suo nuovo gruppo di lavoro si rinnova e si salda su questo spettacolo e sul successivo “Segatura”. Ha realizzato diverse edizioni di “Memorie e oblii” allestimento di drammaturgia urbana. è stato docente di Animazione Teatrale presso il Dipartimento di Scienza dell’educazione dell’Università della Calabria. Dal 2006 è direttore artistico del Teatro di Tradizione Alfonso Rendano di Cosenza.





© ABRAMO Holding S.p.A.
P.I. 02445990795
C.F. 05330751008